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INTRODUZIONE.


Fra  la  seconda met del secolo diciassettesimo e la prima  met  del
diciottesimo  venne affermandosi in molti stati d'Europa  un  tipo  di
governo molto pi forte ed accentrato rispetto al passato.

     Il   modello   ispiratore   fu  rappresentato   dalla   monarchia
instaurata in Francia da Luigi quattordicesimo, un sovrano che assunse
in  prima persona la direzione degli affari statali, annientando  ogni
opposizione  interna  politica e religiosa.  Sulle  tracce  di  questo
modello  di governo statale, chiamato in seguito "assolutismo",  anche
gli Asburgo in Austria, gli Hohenzollern in Prussia e Pietro il Grande
in Russia tentarono di rafforzare il loro potere.
     
     In  Inghilterra,  invece,  gli  sforzi  della  dinastia  scozzese
Stuart  di  imporre una monarchia assoluta furono fieramente avversati
dal  parlamento  e  dalla radicata tradizione  calvinista.  La  guerra
civile che scatur da un tale scontro port inizialmente al potere  il
gentiluomo  puritano Oliver Cromwell, che instaur  la  repubblica  ed
arriv  a  far giustiziare il re inglese; in seguito al ritorno  degli
Stuart  si  riaccese  il dissidio fra monarchia e  parlamento  fino  a
quando  la  maggioranza dell'assemblea non escluse  il  re  e  la  sua
discendenza  maschile  dal trono. Le dinastie  che  si  successero  al
potere  nel paese, gli Orange e gli Hannover, dovettero fare  i  conti
con le accresciute prerogative parlamentari; questo nuovo rapporto fra
i  due  poteri  prefigur un tipo di governo, quello  della  monarchia
parlamentare,  che  nel corso dell'Ottocento si sarebbe  affermato  in
ogni parte d'Europa.
     
     Luigi  quattordicesimo,  dopo  aver rafforzato  poderosamente  le
strutture  del suo regno, cerc di allargare i confini della  Francia;
ma  tutti gli altri stati, coalizzatisi insieme, si opposero  ai  suoi
progetti espansionistici.
     
     Con  l'emergere di nuove potenze (Austria, Prussia e Russia), che
si  aggiunsero  o  si sostituirono alle pi antiche (Francia,  Spagna,
Inghilterra,  Olanda, Svezia e Polonia), si arriv in  Europa  ad  una
situazione   di   sostanziale   equilibrio   politico.   Imponenti   e
disciplinati   eserciti,  flotte  agguerrite,   apparati   diplomatici
permanenti cercavano di mantenere lo status quo. Ma le ambizioni delle
vecchie  e  delle nuove dinastie mettevano continuamente a repentaglio
quell'instabile   equilibrio.  Intricati  problemi   di   successione,
relativi a paesi momentaneamente deboli, come la Spagna, la Polonia  e
l'Austria,  offrirono allora l'occasione per lo  scoppio  di  numerosi
conflitti. I risultati di cinquant'anni di scontri e trattative furono
l'avvento  dei  Borbone in Spagna, l'ascesa costante della  Prussia  e
l'affermazione in Austria del ramo femminile degli Asburgo.
     
     L'Italia  risent  in  maniera pesante dei cambiamenti  dinastici
avvenuti   durante   le  guerre  di  successione:   gli   Asburgo   si
riappropriarono del ducato di Milano; i Borbone, esclusi in  un  primo
tempo dai loro possessi italiani, tornarono successivamente a Parma  e
nel regno di Napoli; Francesco di Lorena, futuro imperatore austriaco,
occup  il granducato di Toscana, dove si era estinta la dinastia  dei
Medici;  i  Savoia, invece, grazie all'abilit militare e  diplomatica
dimostrata  nei  conflitti  europei,  allargarono  il  loro   dominio,
guadagnando  il  titolo  di  re  di Sardegna  e  riformando  in  senso
assolutistico il loro stato.
     
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     Contemporaneamente   a   questo   sviluppo   politico    sfociato
nell'assolutismo,  e  anche  in  conseguenza  di  esso,  si  acu   la
concorrenza  economica  fra gli stati; ciascuno  di  essi  cercava  di
accaparrarsi,   promuovendo  l'attivit  mercantile,  incentivando   e
proteggendo dalla concorrenza straniera le industrie nazionali,  quote
sempre    pi   ampie   di   mercato.   Questa   politica    economica
protezionistica,  definita  in  seguito "mercantilismo",  provoc  una
serie  di  conflitti fra i maggiori paesi coloniali, come  Portogallo,
Spagna,   Olanda,  Francia  ed  Inghilterra.  Quest'ultima  riusc   a
prevalere nella sfida sui mari, divenendo la prima potenza commerciale
del mondo.
     
     Con  il Settecento i grandi imperi asiatici cominciarono a cedere
terreno  davanti  all'espansionismo europeo;  l'impero  turco  dovette
retrocedere  lentamente dai territori europei; l'India  imperiale  dei
Gran   Mogol   cominci  a  disgregarsi,  consentendo  il  progressivo
inserimento di Francia ed Inghilterra nei suoi affari interni; la Cina
della  dinastia  Manci,  ma  soprattutto il  Giappone,  cercarono  di
opporsi alla pressione occidentale, isolandosi e difendendo le proprie
millenarie  tradizioni. Il continente americano,  invece,  non  oppose
eccessivi ostacoli all'incalzante invasione degli europei: se la parte
centro-meridionale restava nelle mani di spagnoli e portoghesi, quella
settentrionale  divenne  preda di francesi ed  inglesi,  che  gi  nel
Cinquecento  ne  avevano esplorato le coste. Soltanto i  "pellerossa",
dopo   aver  compreso  le  intenzioni  dei  coloni,  cominciarono   ad
organizzare una plurisecolare resistenza agli invasori.
     
     Il   predominio  marittimo  e  commerciale  dell'Occidente   ebbe
pesanti   conseguenze  per  le  colonie:  i  colonizzatori,   infatti,
portarono   virus   e   batteri  di  gravi  malattie,   schiavismo   e
trasformazione  forzata  di  strutture  economiche  tradizionali,  che
sconvolsero  antichi equilibri ecologici e demografici. In  Europa  si
affermarono prodotti provenienti dall'America e dall'Oriente, come  il
mais  e la patata, che provvidero con maggior efficacia alle necessit
alimentari  dei poveri, e il tabacco, il t e il caff,  che  crearono
nuovi bisogni e nuove mode per i ricchi.
